06 Ottobre 2008

Entropia emotiva?

Ancora prima d sapere della morte prematura d un mio parente riflettevo come al solito su il mio esistere e sul dargli un senso... riflettevo sulla mia memoria, sui miei sentimenti e sulla fine ke avrebbero fatto nel momento della mia scomparsa... mi dicevo ke nella peggiore delle ipotesi sarebbe stato come lo sciogliersi d una goccia d pioggia nell'acqua nel mare... .
Ho finito in questi giorni l'ennesimo libro di Philip K. Dick (il nono ke leggo): "ma gli androidi sognano pecore elettriche?"... il libro ke ha ispirato il film "Blade Runner".
Della pellicola avevo scarsi ricordi, e l'ho rivista... tanto x scoprire se anke questa volta era il caso d dire: "è meglio il libro...".
Invece, oltre alle tante considerazioni e congetture al riguardo, l'attenzione è tornata a quei pensieri "importanti".
La vita e la memoria, in questo preciso momento, sono al centro d tutto... e dove finisce la paranoia comincia l'ammettere ancora ke è vero ke sono già morto una volta, ke vorrei cambiare corpo x questo... e cancellare i miei ricordi x la sofferenza ke mi danno.
2 pensieri opposti in una grande domanda ontologica... dare un'infinita dignità al mio doloroso passato... dover camminare avanti con una nuova anima senza poter capirne il senso... x poi morire x la seconda volta.

« Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.

Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione,
E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo...
come lacrime nella pioggia.

È tempo... di morire. »


Il replicante Roy Batty dal film Blade Runner

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